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Giufà
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mwawGiufà, chiamato a volte anche mwbaGiucà, è un mwbqpersonaggio letterario della mwbgtradizione orale popolare della mwbwSicilia e mwcagiudaico-spagnola. Un personaggio analogo ricorre anche, con nomi diversi, in altre tradizioni regionali: mwcqGiufà e mwcgJugale in mwcwCalabria, mwdaVardiello in mwdqCampania, mwdgGiuccamatta in mwdwToscana, mweaCiuccianespole in mweqUmbria, Tinè a Ragusa.cite-ref-1[1]
Nella letteratura scritta egli compare, in modo compiuto, nell'opera dell'mwgqetnologo mwggGiuseppe Pitrè (1841-1916), celebre studioso di tradizioni popolari e di folclore siciliano tra la fine dell'mwgwOttocento e l'inizio del mwhaNovecento, che ne raccolse e riprese le storie popolari diffuse in varie parti della mwhqSicilia. La prima comparsa nella tradizione scritta risale almeno al 1845, quando il personaggio è attestato in un adattamento in mwhglingua italiana di una storia di mwhwVenerando Gangi (1748-1816), favolista mwiasiciliano.cite-ref-2[2]

Contents

Note

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Il personaggio nelle sue varianti siciliana e giudaico-spagnola

Tradizione siciliana

Giufà è un personaggio privo di qualsiasi malizia e furberia, credulone, facile preda di malandrini e truffatori di ogni genere. Nella sua vita gli saranno rubati o sottratti, in modo truffaldino e con estrema facilità, una mwkqpentola, un mwkgmaiale, un mwkwpollo arrosto, un mwlaasino, una mwlqgallina, un mwlgtacchino. L'mwlwiperbolica trama descritta dal Pitré prende spunto da fatti realmente ricorrenti nelle campagne del palermitano, quando ladri e imbroglioni ricorrevano a promesse allettanti avanzate a ragazzi (che mai avrebbero mantenuto) per ottenerne in cambio prelibatezze sottratte alla campagna o alle dispense dei loro genitori.

Un esempio della tipica stoltezza del personaggio si ha nell'episodio "mwmqGiufà, tirati la porta" nel quale sua madre gli ricorda: "mwmgQuando esci, tirati dietro la porta" (nel senso di "accosta, chiudi, la porta"). Ma il giovane prende alla lettera l'invito e, anziché chiudere la porta, la scardina e se la porta con sé a messa. Giufà è un bambino, molto ignorante, che si esprime per mwmwfrasi fatte e che conosce soltanto una certa tradizione orale insegnatagli dalla madre. Nelle sue avventure egli si caccia spesso nei guai, ma riesce quasi sempre a uscirne illeso, spesso involontariamente. Giufà vive alla giornata, in maniera candida e spensierata, incurante di un mondo esterno che pare sempre sul punto di crollargli addosso. Personaggio creato in chiave comica, caricatura di tutti i bambini siciliani, Giufà fa sorridere, con le sue incredibili storie di sfortuna, sciocchezza e saggezza, ma ha anche il gran merito di far conoscere meglio la cultura dominante in mwnaSicilia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

Tradizione reggina

Giufà è ben radicato nella tradizione popolare di mwnwReggio Calabria, storicamente di lingua e cultura siciliana, dove è descritto come un fessacchiotto che però, al momento opportuno, tira fuori gli artigli. In buona sostanza nell'accezione reggina Giufà riacquista i caratteri della tradizione giudaico-spagnola e diventa paradossale: scaltro e sciocco, abile e pasticcione, coraggioso e vigliacchetto, laborioso ed infingardo, sincero e bugiardo, pronto ad assumere connotazioni diverse a seconda delle circostanze. Conosciutissimo e amatissimo dal popolo, ne diventa l'alter ego, l'unica vera maschera del territorio insieme a mwoaGiangurgolo. A Reggio la sua storia si accresce con le storielle dei rapporti con la "mwoqFata Morgana"cite-ref-3[3] che, come tutti sanno, dimora nello Stretto.

Tradizione giudaico-spagnola

Nella tradizione giudaico-spagnola Giufà è un ragazzo intelligente e stupido, furbo e credulone, onesto e disonesto, triste e allegro, povero e ricco, credente e miscredente. Lo si ritrova in ogni situazione possibile: realistica, fantastica, assurda. Non sa comprare nemmeno un pomodoro ma sa vendere una pecora brutta e magra a un prezzo favoloso. È figlio di un ricco ma non ha neppure una camicia. Non ha da mangiare ma nutre gli affamati. Insomma, è un saggio, ma di una saggezza che non si riconosce a prima vista. Giufà incarna anche il ribelle alle mwqaconvenzioni sociali, il burlone che si fa gioco di tutto e di tutti, che irride l'mwqqautorità, la mwqgpaura, la mwqwmorte stessa; e in questa sua incontenibile, mwraclaunesca provocazione sta forse l'mwrqeffetto catartico delle sue storie.cite-ref-4[4]

Origini storiche

Sebbene la sua comparsa nella tradizione scritta siciliana risalga a tempi relativamente tardi (circa metà Ottocento), Giufà (o Giuchà o Jochà o G'ha) è, in realtà, l'mwtaeroe o l'mwtqantieroe, di una serie di storie popolari fiorite nel mwtgbacino del Mediterraneo e diffuse in particolare nel periodo della mwtwdiaspora giudeo-mwuaspagnola e orientale: se le più antiche testimonianze risalgono, infatti, a mwuwracconti arabi anonimi del IX secolo (come dimostra lo stesso nome del ragazzino, che, nel mwvadialetto palermitano, divenne l'abbreviativo di mwvqGiovanni), è nelle famiglie ebraiche di mwvgTurchia, mwvwGrecia, mwwaBulgaria, mwwqregioni balcaniche dell'mwwgex-Iugoslavia, mwwwIsraele, mwxaMarocco, che le gesta eroicomiche di questa figura popolare si sono tramandate oralmente di generazione in generazione. Ancora oggi nei paesi del mwxqMaghreb sopravvivono cicli narrativi che hanno come protagonista Djeha (pron. mwxggiuà), che, con il siciliano Giufà, di sicuro condivide una medesima radice popolare.

Nasreddin Khoja

Secondo alcuni, Giufà deriverebbe da un personaggio storico realmente esistito agli inizi dell'mwygXI secolo d.C. nella mwywpenisola anatolica (l'attuale mwzaTurchia). Si tratterebbe della personalità piuttosto eccentrica di mwzqNasreddin Khoja (Il Maestro Nasreddin),cite-ref-5[5] che nell'area culturale mwagaraba si sarebbe poi diffuso con il nome di mwawDjeha o mwbaJusuf, innestandosi poi nella tradizione siciliana come mwbqGiufà (da notare come, nella mwbgscrittura araba, le parole mwbwkhoja (turco mwcahoca) e mwcqdjuha si scrivono in maniera molto simile: solo dei punti diacritici le tengono distinte).

Lista degli episodi in cui Giufà è protagonista

• mwdqIl barbiere maldestro
• mwdwGiufà, tirati la porta!
• mweqGiufà, la moglie e l'asino
• mwewGiufà e il chiodo
• mwfqGiufà acquista il suo asino
• mwfwGiufà al mercato
• mwgqGiufà e i due briganti
• mwgwGiufà e i tre monaci
• mwhqGiufà e il principe poeta
• mwhwGiufà e la luna
• mwiqGiufà e la marmitta
• mwiwGiufà e la pentola in prestito
• mwjqGiufà e la statua di jissu
• mwjwGiufà e la sua tomba
• mwkqGiufà e le stelle
• mwkwGiufà e le uova
• mwlqGiufà e l'uomo asino
• mwlwGiufà fa il medico
• mwmqGiufà pittore di leoni
• mwmwGiufà venditore di seta
• mwnqL'asino di Giufà
• mwnwLe domande dei tre saggi
• mwoqLe uova
• mwowGiufà e la giustizia
• mwpqIl suo asino contraddice Giufà
• mwpwGiufà e la chiave della cassaforte
• mwqqGiufà e la pezza di tila
• mwqwGiufà e il profumo dell'arrosto
• mwrqGiufà, il cristiano e l'ebreo
• mwrwGiufà e il secchio
• mwsqGiufà e l'otre

Letteratura

Giufà è uno dei nomi dati a Gurdulù, il personaggio di "mwtascemo del villaggio" e mwtqscudiero del cavaliere Agilulfo nel romanzo di mwtgItalo Calvino mwtwmwuaIl cavaliere inesistente, ambientato nella mwuqFrancia mwugcarolingia.

Giufà è il protagonista di uno dei racconti de mwva'mwvqIl mare colore del vino, opera di mwvgLeonardo Sciascia. In questo racconto, intitolato mwvwGiufà e il cardinale, Giufà va a caccia; siccome gli è stato consigliato di sparare a un uccello rosso, scambia per esso il cappello di un cardinale e gli spara, uccidendolo, per poi portarlo alla mamma per cucinarlo. Dopo la sgridata della mamma, Giufà getta il corpo del cardinale in un suo pozzo. I poliziotti del posto cominciano a cercare il cardinale e sentono il fetore nel pozzo. Siccome nessuno di loro vuole scendere nel pozzo, Giufà si offre. Una volta calato nel pozzo, invece di legare il corpo del cardinale, lega un montone che aveva pure gettato nel pozzocite-ref-6[6].

Note

cite-note-11. mwygGiambattista Basile, mwywmwzaLo cunto de li cunti, 1634.
cite-note-22. Cfr. mw0amw0qUna Storia di Giufà, di mw0gVenerando Gangi, adattata da Agostino Longo in mw0wAneddoti siciliani, Stamperia Mammeci Papale, Catania, 1845 (p. 47, n. XXII). Testo on line su mw1aWikisource.
cite-note-33. mw2aCarolus, mw2qGiufà e la Reggina, Reggio Calabria, Alfa Gi, 2004, p.mw2g 7 e p. 80.
cite-note-44. mw3gMatilde Cohen Sarano (a cura di), mw3wStorie di Giochà. Racconti popolari giudeo-spagnoli, prefazione di mw4aCesare Segre, postfazione di Tamar Alexander, Firenze, Sansoni, 1990, mw4qISBNmw4g 88-383-1181-1.
cite-note-55. Si veda in proposito: mw5wGianpaolo Fiorentini e Dario Chioli (a cura di), mw6qStorie di Nasreddin, Torino, Psiche, 2004, mw6gISBNmw6w 88-85142-71-0.
cite-note-66. mw8aLeonardo Sciascia, mw8qIl mare colore del vino, Sesta edizione, Adelphi, 2006, pp.mw8g 85-92, mw8wISBNmw9a 8845911918.

Bibliografia

• Francesca M. Corrao, mw-qGiufà, il furbo, lo sciocco, il saggio, Milano, mw-gMondadori, 1991.
• Matilde Cohen Sarano, mw-aStorie di Giochà. Racconti popolari giudeo-spagnoli, pref. di mw-qCesare Segre, Firenze, mw-gSansoni, 1990.
• Matilda Cohen Sarano (Koen), mwaqaDjoha ke dize? Kuentos populares djudeo-espanyoles, Yerushalayim, Kana 1991.
• mwaqiLaura Gonzenbach, mwaqmVincenzo Consolo e Luisa Rubini, mwaqqFiabe siciliane, Roma, mwaquDonzelli, 1995, ISBN 88-7989-279-7.
• mwaqgAscanio Celestini, mwaqkCecafumo. Storie da leggere ad alta voce, Roma, Donzelli, 2002 (testo e CD audio).
• Ascanio Celestini, mwaqsGiufà e re Salomone (con le illustrazioni di Maja Celija), Roma, Donzelli, 2009.
• Filippo De Franco, mwaq0Le storie di Giufà, Palermo, Antares, 2009, ISBN 978-88-6333-030-4.
• Lorenzo Carollo, mwaraL'arca di Giufà, Palermo, mwareSellerio Editore, 2013.
• Carlo Carzan e Lucia Scuderi, mwarmLa Banda dei Giufà, Messina, Mesogea, 2013.
• Carlo Carzan e Lucia Scuderi, mwaruLa Banda dei Giufà e gli occhi di civetta, Messina, Mesogea, 2014.
• Gino Luka, mwarcNastradin: vita e avventure di Nastradin Hoxha, Loreto (AN), mwargStreetLib, 2016.
• Sebastiano Rizza, mwaromwarsIl Giufà d'Oriente, mwarwOscar Mondadori, Milano 1985.
• Di mwar4Giuseppe Pitrè:

• mwasemwasiBiblioteca delle tradizioni popolari siciliane. Pubblicato tra il 1871 e il 1913.
• mwasqFiabe, novelle e racconti popolari siciliani.
• mwasyLe storie di Giufà.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mwauemwauiCecafumo. Storie da leggere ad alta voce. mwaumArchiviato il 15 aprile 2008 in Internet Archive.. Donzelli Editore, Roma, 2004. ISBN 88-7989-687-3 (con allegato CD-Audio)
• mwaucLe avventure di Giufà, su tuttoscuola.altervista.org. URL consultato il 30 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2012).
• mwaukSu Nasreddin, un estratto da: Gianpaolo Fiorentini e Dario Chioli, Storie di Nasreddin, Libreria Editrice Psiche, Torino, 2004, su psiche.info. URL consultato il 17 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2004).
• mwausRaffaele Corso, Giufà, in Enciclopedia Italiana, vol. 17, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933. URL consultato il 5 agosto 2015.